Racconti e suoni per il Nepal

A Oltre le Vette 2011 montagna e musica si uniscono in memoria di Giuliano De Marchi

1 ottobre  – Teatro Comunale di Belluno – ore 21.00

E’ dedicato all’ascolto il primo appuntamento dell’edizione 2011 di Oltre le Vette; con i suoni che arrivano dai racconti di vita in quota dell’alpinista Fausto De Stefani e dalla musica del chitarrista Simone Guiducci e del controbassista Massimo Saviola, che ne completano così la narrazione integrandola con splendide sonorità.

Un evento che si sposa perfettamente con il tema dominante di questa quindicesima edizione, ovvero la montagna come metafora dell’animo umano. La magia della musica e le suggestioni del racconto per una serata di grandi emozioni.

Saper ascoltare è dote indispensabile per chi vuole entrare in sintonia con la montagna, per percepirne i suoni ma anche comprenderne i silenzi. Quello che il pubblico del Teatro Comunale di Belluno compirà domani sarà un vero e proprio viaggio tra racconto e musica, magicamente uniti  oltre la montagna, “oltre le vette”,  per un nobilissimo fine: una serata di solidarietà per costruire a Kirtipur, a pochi chilometri da Kathmandu (Nepal), un ambulatorio medico dedicato a Giuliano De Marchi, il medico ed alpinista bellunese tragicamente scomparso nel 2009  durante un’escursione sull’Antelao.

“Ho ricevuto molto dalla montagna e questo è il mio modo di ricambiare” ha recentemente dichiarato Fausto De Stefani spiegando le ragioni del suo impegno a favore di questo progetto. Una serata che si preanuncia speciale, occasione ideale anche per festeggiare i 120 anni della sezione bellunese del CAI.

Fausto De Stefani

Alpinista, naturalista, fotografo, Fausto De Stefani nasce nel 1952 in provincia di Mantova. Negli anni ’70 matura esperienze in ambienti montani extra-europei, con importanti salite in Africa, nelle Americhe, in Asia. Oltre che dal punto di vista tecnico, le sue spedizioni si mettono in evidenza soprattutto per l’essenzialità dell’attrezzatura e per l’attenzione che rivolgono ai temi ambientali. Nel 1983 sale il K2, la sua prima vetta sopra gli 8000 metri. In seguito rende assidua la sua frequentazione in Himalaya e nel Karakorum, dove, tra i pochi al mondo, sale senza ossigeno le 14 montagne più alte della terra. Alpinista di chiara fama, è conosciuto soprattutto per l’infaticabile impegno in campo naturalistico. Sempre in prima linea, anche nelle manifestazioni di denuncia del disprezzo ambientale, è tra i fondatori dell’associazione internazionale “Mountain Wilderness”, di cui è garante internazionale, ed attualmente presidente della sezione Italia. Da anni svolge attività divulgative a favore della conoscenza delle tematiche naturalistiche e dei problemi ad esse connessi, con conferenze e mostre didattiche in scuole ed università. Partecipa a numerosi lungometraggi e documentari che narrano del rapporto tra uomo e territorio. Ampio rilievo ha assunto l’attività di fotografo, per la quale è conosciuto come un raffinato e poetico documentarista di natura e persone. Le sue immagini sono state esposte in numerose città europee e pubblicate su riviste specializzate internazionali. Negli ultimi anni, il suo impegno è rivolto alla realizzazione di progetti umanitari in Nepal, costruendo scuole e promuovendo sviluppo culturale.

Simone Guiducci e Massimo Saviola

Il Chitarrista Simone Guiducci e il contrabbassista Massimo Saviola collaborano ormai da più di vent’anni in diversi settori della ricerca musicale , partendo a metà degli anni ’80 nell’esplorazione di diversi generi, in un percorso che negli anni ha attraverso il jazz, il blues, la musica brasiliana . Negli ultimi dieci anni i due musicisti mantovani, pur continuando a frequentarsi musicalmente , hanno diversificato le loro singole attività fino ad arrivare di recente a progetti che hanno visto Saviola collaborare ( fra gli altri) con il cantautore Alessandro Ducoli, Elisabeth Cutler, Corimè, il gruppo Hippie Tendencies con la vocalist statunitense Lisa Simmons , con i quali ha all’attivo diverse produzioni discografiche , mentre Guiducci ha intessuto con il proprio progetto Folk-Jazz GRAMELOT , collaborazioni discografiche con personaggi come Don Byron, Erik Friedlander, Eberhard Weber e Maria Pia De Vito. Entrambi compositori ed arrangiatori, oltre che strumentisti , coltivano da anni la comune passione per la canzone d’autore, contribuendo così in maniera significativa a produzioni dedicate all’esplorazione dell’universo della parola applicata alla canzone. In questa direzione si colloca la collaborazione con artisti come lo scrittore Paolo Bergamaschi ( per tanti anni collaboratore prima di Alexander Langer e poi Daniel Cohn-Bendit ) , con il quale si sono recentemente esibiti presso l’ Auditorium “Yehudi Menuhin” del Parlamento Europeo a Bruxelles , con la Cantante Anna Maria Castelli ( con la quale Guiducci si è esibito recentemente a Tokyo e Vancouver) e con altri personaggi fra cui occorre ricordare lo scenografo e regista Ernesto Castagna, gli attori Mario Valdemarin e Omero Antonutti.

www.oltrelevette.it

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