Arianna ritrova il filo tra percorsi di danza urbana e installazioni artistiche
Un tessuto di ricordi e un filo che si snoda lungo, agile, negli spazi del centro storico, installazioni visive per lasciare un segno e spettacoli di danza urbana per raccontare con il corpo pezzi di vita.
La pioggia, che nel pomeriggio di sabato 4 settembre ha bagnato, incurante, l’installazione di arti visive di Gaetano Ricci e i corpi dei quattro ballerini, è stata il risvolto imprevisto di un pomeriggio artistico d’eccezione volto a riportare, ancora una volta, la gente in piazza, ad animare di nuovo il centro con l’intelligenzia artistica e l’eclettismo degli spettacoli del Filo d’Arianna. I ricordi e la speranza che l’attività del gruppo possa presto ripartire, dopo il congelamento di quest’estate per la mancanza di fondi sufficienti, sono stati l’impalcatura emozionale di performance di grande impatto, danze a corpo libero scandite in quattro tappe: un percorso che ha visto per protagonisti tre ballerine e un ballerino, finalisti del premio giovani danz’autori del Veneto.
Partendo dai giardini di Sottocastello, dove “Diatesi” di Tiziana Bolf e ha catturato gli spettatori nelle armonie dolci di un movimento ripetitivo, che trae ispirazione dal lavoro svolto nel settore tessile, il percorso ha fatto nuova tappa davanti all’esibizione di Martina Cortelazzo, una danza con escursioni atipiche nel modo della cucina. Il pubblico ha seguito di buon’animo l’eclettica passeggiata urbana anche nella sua terz ae quarta tappa, segnate dalle riflessioni danzanti di “Viola”, di Marco D’Agostin e dal gioco tutto femminile di Rebecca D’Andrea con un abito. È stato “Verecondia degli occhi” di Giada Meggiolaro a chiudere il pomeriggio, a tirare le fila di un percorso che non sembra essersi spezzato. Ne sono una conferma i biglietti, un po’ stropicciati, un po’ svolazzanti, appesi dalla gente nell’installazione di Gaetano Ricci e le duecento persone che hanno seguito con curiosità il programma danzante.
Belluno – Per non perdere il filo – Foto di Roberto Bogo Ufficio stampa WG comunicazione Belluno
Per non perdere il filo: – a cura di Alessia Trentin Ufficio stampa WG comunicazione Belluno
