Un uomo solo – Christopher Isherwood: Pubblicato nel lontano 1964 questo libro arrivato all’onore delle cronache per il film di Tom Ford “A single man” recentemente uscito nelle sale cinematografiche. E’ stato decretato in assoluto come uno dei libri più intensi e più belli che parlino di omosessualità. Professore inglese trapiantato in California, George è solo perché è vecchio, straniero, ma anche perché è un intellettuale, e per di più omosessuale, che ha perso il suo amico. La sua giornata, descritta passo a passo con l’occhio attento di una candid camera, è una banalissima giornata all’interno di un campus universitario, tra studenti distratti. La solitudine è la sua resistenza, è la forza che lo porta a trascurare un futuro tutto prevedibile a favore del presente, che vive con casualità e con la consapevolezza che un giorno in più comporta un conteggio di altre 24 ore alla sua vita solitaria.
Perchè leggere il libro: il dolore, come la gioia non hanno tempo nè dimensione, questo romanzo pubblicato più di quarant’anni fa lo dimostra con convinzione. La giornata di George nella sua spoglia e dolorosa solitudine ci indica come si possa rinunciare a vivere semplicemente accettando il lento scivolare del tempo, il passare inesorabile delle ore così come si accetta lo scorrere del sangue nelle vene. La vita diviene quindi un lento ripetersi di fotogrammi che l’autore ci fa scorrere sotto gli occhi senza lirismi e retorica, George ne passa e ripassa alla moviola ogni immagine consapevole che l’amore vero e duraturo è perduto per sempre. Un libro delicato ed essenziale, aspro e toccante perchè estremamente vero.
l’angolo della lettura – a cura di Francesca Bianchi
Ufficio stampa WG comunicazione Belluno
