Studenti che esaminano l’esame
Belluno, 6 agosto –L’esame di maturità appartiene allo sparuto gruppo di cose davvero certe nella vita. Anche quest’anno il temuto appuntamento estivo ha tenuto in aula, fino al mese di luglio, milioni di studenti che si sono misurati nelle prove scritte e nel famigerato esame orale.
Esame di maturità. Sarà per quel termine che specifica, che rimanda ad una supposta saggezza improvvisamente acquisita, ma siamo abituati a pensare la maturità come una sorta di spartiacque tra l’adolescenza e l’età adulta: prima non si è più del tutto adolescenti, poi non si è ancora completamente adulti.
Luca studente della Ragioneria, da pochi giorni reduce felice della temuta prova, racconta con sollievo e soddisfazione la sua esperienza, un misto tra timori disillusi, soddisfazioni inaspettate e il rigore di una maggior rigidità di ammissione, frutto della tanto criticata riforma Gelmini.
“Me l’aspettavo esattamente così la maturità”, racconta Luca “solo, rispetto agli anni scorsi, abbiamo notato come sia salito il numero degli studenti non ammessi alla prova finale ma è giusto che si imponga la meritocrazia”.
Se i titoli del tema hanno lasciato un po’ perplessi i più –curiosa la traccia sugli Ufo, impegnativa quella sulla formazione culturale di Primo Levi, un po’ ampia quella storica-, la semplicità inattesa della terza prova, quella caratteristica del corso di studi che si differenzia da scuola a scuola, è stata una gradita sorpresa. Così alla Ragioneria, racconta ancora Luca, la “Riclassificazione e l’analisi per indici” ha incontrato l’approvazione sollevata anche degli studenti meno impegnati, essendo piuttosto facile e alla portata di tutti.
La prova orale, in cui lo studente espone il proprio elaborato –la tesina- e risponde alle domande dei professori, ha visto una commissione piuttosto partecipe e informata sul lavoro presentato dall’alunno, anche per quanto riguarda il docente esterno alla scuola; uno scoglio più alto del previsto, per chi si aspettava professori annoiati e poco inclini all’ascolto, ma una maggior soddisfazione per chi ha svolto il proprio lavoro con convinzione e impegno.
Anche Martina, studentessa del Renier con indirizzo sociale, ha le idee chiare su quello che è stato per lei l’esame di maturità e, a distanza di tempo, confronta le aspettative con ciò che è stato. La presenza dell’esaminatore esterno, racconta Martina, ha un po’ messo in crisi lei e i compagni, aggiungendo ulteriore motivo di preoccupazione all’apprensione degli alunni per le difficoltà e gli esiti delle prove. In alcuni casi i buoni profitti conseguiti durante l’anno scolastico sono stati messi in discussione dalle difficoltà di valutazione di un insegnante estraneo alla classe.
Per quanto riguarda la prova di italiano, la scelta di Martina è ricaduta sulla traccia “La ricerca della felicità”, il titolo più scelto dai maturandi italiani, il più vicino alla sensibilità dei diciottenni che si preparano ad affrontare la vita.
“La terza prova”,- prosegue la ragazza,-“era facilmente affrontabile per chi si fosse preparato adeguatamente e avesse studiato con costanza durante l’anno.” Per il suo futuro Martina ha in mente l’Università a Trieste, dove poter proseguire il cammino di studi iniziato al Renier, iscrivendosi alla Facoltà di Scienze della Formazione Primaria.
Adesso Luca e Martina sono ufficialmente “maturi”, e ricordano sorridendo quell’Esame, con la E maiuscola, tanto difficile e spaventoso: “ Per fortuna non lo devo più fare” conclude Luca.
Perfino le rondini tardano ad annunciare la primavera, ma la puntualità dell’esame di maturità è una certezza che non ci abbandona.
Belluno – Impressioni d’agosto sulla maturità – a cura di Alessia Trentin
Ufficio stampa WG comunicazione Belluno