Ferie su due ruote

Partenza da Salisburgo destinazione Fussen..seconda parte
Belluno, 16 settembre 2010 – Ferragosto su due ruote da Salisburgo a Fussen
Il 26 agosto ci eravamo lasciati con la prima parte del racconto del viaggio su due ruote nel periodo di Ferragosto dove da Kranjska Gora eravamo arrivati sino a Salisburgo, con l’obbiettivo di raggiungere la destinazione Fussen per terminare in nostro viaggio.
Il mattino dopo lasciammo Salisburgo in tarda mattinata, era il giorno di Ferragosto e tornammo indietro verso la Germania fino a raggiungere Rechenall; abbiamo imboccato la strada per Traunstein (strada 306), percorrendo per un tratto un percorso relativamente vicino (circa 40 km) da un altro itinerario molto consigliato  per chi affronta il zona della Baviera, ossia la Deutsche Alpenstrasse che si snoda per circa 500km  completamente immersi nel verde, con partenza da Lindau, vicino al lago di Costanza fino al Lago Chiemsee e Berchtesgaden sul confine con l’Austria. Una volta lasciato Traunstein abbiamo attraversato Inzell, proseguito per Ruhpolding (strada 305), fino al caratteristico paesino di Reit Im Winkl, per proseguire verso Walchsee (strada 172) fino a Oberaudorf dove ci siamo fermati per il pranzo in un Gasthof dove c’era un raduno di corvette. Durante questa pausa ci siamo scambiati le opinioni sul panorama che il percorso della mattina ci aveva offerto e tutti eravamo concordi sulla sua bellezza con tutto quel verde, quei ruscelli, quelle cascate e laghi che da sempre hanno reso famosa la land della Baviera.
In questo percorso abbiamo zigzagato un po’ tra il confine austriaco e quello tedesco; se posso dare un consiglio ai bikers che affrontano quella zona, se vi trovate a corto di carburante, cercate di fare il pieno in territorio austriaco perchè nel confine tedesco i prezzi sono già  più alti (si potevano notare difatti delle macchine con targa tedesca che varcavano il confine austriaco per fare rifornimento di benzina per poi rientrare in Germania).
Ripartimmo alla volta di Bad Tolz (strada 307), un bellissimo paesino tipicamente tirolese, centro termale e punto di partenza per moltissime escursioni; ci fermammo per una piccola sosta e per consultare la cartina in cerca della direzione per Fussen.  Decidemmo di seguire la direzione per Peibenberg (strada 472), Peiting ed imboccare la strada 17 per Fussen.
Nel frattempo la nostra compagna inseparabile di questo viaggio, la pioggia, cominci a farsi sentire con tutto il suo impeto e fummo costretti a fermarci per dormire a circa 10 km dal centro di Fussen.
Il mattino di buon’ora facemmo colazione e ci dirigemmo sempre lungo la strada 17 e a due km dal centro di Fussen svoltammo per un viale alberato  fino a ritrovarci in un grande piazzale attrezzato per corriere, macchine e moto, fornito di punto informazioni, ristorante e bazar per i gadget. Eravamo arrivati nel punto di partenza per la visita dei due tra i più famosi castelli del Re Ludovico II (o Ludwig II come lo chiamano loro): il castello di Hohenschwangau (la residenza dei genitori di re Ludwig II) e il castello di Neuschwanstein la sua residenza nell’ultimo periodo della sua vita.
Il castello di Neuschwanstein rappresenta senza dubbio il caratteristico castello da fiabe ed è stato usato come soggetto in molte riproduzioni, la più famosa è quella nel puzzle della Ravensburger.
Il ticket point per accedere ai due castelli dista 500m dal piazzale delle corriere e parcheggio; c’è la possibilità  di acquistare un biglietto cumulativo per entrambe i castelli, il biglietto singolo costa 9,00 euro. I castelli possono essere raggiunti a piedi (20 minuti per il castello di Hohenschwangau e 40 minuti per il castello di Neuschwanstein) oppure in carrozza (il biglietto di andata varia dai 4 ai 6 euro a seconda del castello visitato)  o infine con un servizio bus navetta  (a/r prezzo 2,60 euro).
Entrambe i castelli possono essere visitati solo con le guide: nel biglietto è indicato un numero che corrisponde al tuo numero di gruppo d’entrata posto nel piazzale  del castello. Fino a che sul display luminoso non appare il tuo numero, non ci sono santi che tu riesca ad entrare magari intrufolandoti con qualche gruppo inglese. Noi siamo stati aggregati per la visita al castello Neuschwanstein,  ad un gruppo misto italiani/spagnoli (forse ci hanno accomunato per la stessa indole a far casino anche nei momenti più solenni, come si fa a scuola con i scolari più pestiferi).
Il castello è veramente una favola. C’è un salone immenso con un immenso lampadario e dipinti ovunque, una camera con tanto di letto a baldacchino e drappi di colore verde e blu, un corridoio a mò di grotta (si narra che cambiasse colore a seconda del mutare dell’umore del re) e una cucina grande come un mini appartamento.
Ludovico II era senz’altro uno dei reali più famosi in Germania, per il suo carattere eccentrico, per i suntuosi castelli per la costruzione dei quali sperperò gran parte delle sue ricchezze.
Divenuto re all’età  di 18 anni, per tutta la sua vita rimase completamente distaccato dalla realtà  politica, vivendo immerso in un mondo fiabesco (da qui l’appellativo di re delle fiabe) che ricorda vagamente il periodo del re Sole ed i fasti della corte di Francia. Il suo amore per quell’epoca lo manifestò ordinando la costruzione del castello di Herrenchiemsee, sempre in Baviera, esatta  riproduzione del castello di Versailles ed il castello di Liendherhof. Uniche ancore per il mondo reale erano sua cugina la  principessa Elisabetta (Sissi) con la quale aveva un rapporto molto forte e il compositore Richard Wagner che rappresentò la sua guida spirituale, ma anche un po’ il suo manipolatore.
Ludovico II era di carattere piuttosto schivo, ma nonostante tutto era molto amato dal popolo. Il suo comportamento stravagante non raccoglieva di certo gli apprezzamenti dell’ambiente politico, preoccupato di queste sue continue spese. Fu così che fu considerato incapace di intendere e di volere (senza nessuna visita medica) e all’età  di quarantun’anni fu arrestato e deposto della carica ed il giorno successivo fu trovato morto annegato  in circostanze misteriose. Il suo atteggiamento, il carattere introverso che poco amava i contatti con l’esterno, i molti punti di domanda che circondano la sua morte, alimentano il mistero ed indubbiamente il fascino che avvolge la vita di Ludovico II e i suoi castelli sono a tutt’oggi tra le mete più consigliate per chi si avventura in Baviera.
Ritornammo al piazzale, imboccammo la strada 314 direzione Innsbruck costeggiando fino al confine italiano l’autostrada, e rientrammo in quel di Belluno non prima di aver attraversato le sempre belle Val di Fiemme e Val di Fassa fino a raggiungere Falcade e l’Agordino.
Anche questo viaggio su due ruote è terminato, abbiamo ancora qualche giorno di ferie che ci aspetta per progettare qualche piccolo giretto; ci ripromettiamo di tornare in Baviera la prossima primavera, ci sono ancora tante destinazioni da scoprire!!!

                                                                                                                                                                                     



Ferie su due ruote: – a cura di Cinzia Faganello
Ufficio stampa WG comunicazione Belluno