Aspettando il Giro d’Italia sulle Dolomiti

Sulla scia della 15a  tappa…aspettando il Giro d’Italia sulle Dolomiti

Belluno, 10 aprile 2011: Tutti pronti, gambe in sella..della moto, per percorrere il tratto della Provincia di Belluno Patrimonio Unesco della 15a tappa del 94° Giro d’Italia di 229km Conegliano – Gardeccia/Val di Fassa che si effettuerà il 22 maggio prossimo, per assaggiare pendenza e tornanti di questi passi di montagna delle Dolomiti, anche se la nostra fatica è ben diversa da quella che affronteranno i partecipanti al Giro.

Partiamo da Ponte nelle Alpi e arriviamo fino a Longarone ( a 132km dall’arrivo a Gardeccia), primo passaggio del tratto bellunese della tappa del Giro, situato ai piedi delle Dolomiti bellunesi; quest’evento ha riscosso un grande entusiasmo tra la comunità del luogo, che sta già lavorando per riuscire ad ottenere un ritorno della Carovana Rosa proprio come arrivo di una tappa del Giro nel 2013 in occasione del 50° anniversario del disastro del Vajont, un modo per unire sport e storia portando alla conoscenza generale il tragico evento avvenuto nell’ottobre del 1963.

Da Longarone, al 96°km di percorso della tappa del Giro, svoltiamo a sinistra verso il Zoldo, attraversiamo la galleria e passiamo la zona di Soffranco e Mezzocanale, dove verrà posizionato il Punto di rifornimento ed iniziamo ad avvicinarci ai tre passi delle Dolomiti presenti in questa tappa del Giro . La strada è di normale  percorribilità con un falso piano dotato di molte curve e di un bel panorama circostante che non dovrebbe mettere i ciclisti del Giro in grosse difficoltà anche se a dire il vero avranno più di 100 km sulle gambe già percorsi.

E’ l’ora di pranzo e ci fermiamo nei pressi di  Forno di Zoldo appena prima della galleria, in un locale tipico immerso fra il verde e le montagne per la sosta ristoratrice. Dopo le consuete quattro chiacchiere e risate in compagnia riprendiamo il cammino, imboccando la direzione verso il Passo Cibiana, tipica strada montuosa che si snoda all’interno di un bosco fittissimo di sempreverdi  anch’essa ricca di curve e rettilinei brevi tutto sommato di media difficoltà adatta anche per chi ama immergersi completamente in un vero polmone della natura.

Il punto più alto del Passo, la Forcella Cibiana con i suoi 1530 mt di altimetria è il secondo dei cinque traguardi intermedi del Gran premio della Montagna di questa tappa, insieme a Piancavallo, Passo Giau, Passo Fedaia e Rifugio Gardeccia. Il Gran premio della Montagna (GPM) è un traguardo intermedio collocato al termine di salite impegnative e posto sul punto più elevato ed i primi corridori che transitano al GPM acquistano dei punteggi tanto maggiori tanto più è considerata difficoltosa la salita affrontata sulla base di determinati parametri come altimetria, pendenza,lunghezza ecc.

Gli spettatori che assisteranno al Giro d’Italia dal Passo Cibiana, potranno trascorrere anche delle ore divertenti all’Adventure Park allestito proprio in cima al Passo con vari percorsi per grandi e piccini oppure salire sul Monte Rite a piedi o approfittando delle navette per visitare il Museo delle Nuvole nato da un’idea di Reinhold Messner.

Scendiamo dal passo e arriviamo in prossimità dell’artistica località di Cibiana, il paese noto per i fantastici Murales che decorano le sue case; svoltiamo a sinistra arrivati all’incrocio e ci immettiamo sulla strada statale 51 Alemagna in direzione Cortina approdando ufficialmente in Cadore, con tutti i suoi pittoreschi paesini che racchiudono nella loro tipicità dei paesi di montagna un angolo o uno scorcio sicuramente da visitare.

Attraversiamo le località di Venas, Vodo di Cadore,Borca e S.Vito situate lungo il percorso e arriviamo a Cortina, la perla delle Dolomiti che non ha bisogno sicuramente di presentazioni, svoltiamo per Pocol ed imbocchiamo la strada per il Passo Giau; man mano che saliamo il pendio il paesaggio si colora di bianco per la neve fresca scesa nei giorni scorsi e l’atmosfera intorno a noi diventa sempre più magica.

Il Passo Giau è uno dei più bei passi delle Dolomiti per ciò che concerne il panorama da cartolina che lo circonda, ma anche uno dei più impegnativi soprattutto nel tratto finale della parte in salita, come hanno testimoniato il campione Alberto Contador ed i suoi gregari del team Saxo Bank ed il team Geox che si sono arrampicati sul Passo per un giro di ricognizione, non sottovalutando nemmeno la difficoltà del Fedaia, il passo successivo, soprattutto nel tratto centrale.

Il Passo Giau, oltre ad essere uno dei GPM, grazie ai suoi 2236 mt d’altitudine è la Cima Coppi di questa edizione del Giro d’Italia. La denominazione di Cima Coppi viene assegnata al passo più elevato percorso dal Giro e fu istituita per la prima volta nel 1965, cinque anni dopo la morte del campione piemontese e fornisce un punteggio maggiore degli altri GPM al primo ciclista che lo raggiunge.

Proseguiamo la tappa, dopo esserci fermati un attimo ad ammirare il paesaggio in cima al Passo, scendiamo verso valle ed arriviamo all’incrocio di Selva di Cadore,entrando nella conca Agordina ricca anch’essa di suggestive località molto frequentate dai turisti sia d’inverno che d’estate,  raggiungiamo Caprile e a circa 40 km dall’arrivo, ci fermiamo davanti al cartello che indica non praticabile il Passo Fedaia per pericolo di slavine (le ultime foto sono tratte da www.dueruotelibere.it).

Il 22 maggio la 15a tappa del Giro d’italia, tappa sulle Dolomiti, proseguirà per il traguardo volante a Rocca Pietore, altro traguardo intermedio che fa guadagnare punteggi ai corridori che lo superano per primi, Sottoguda fino a raggiungere il centro turistico di Malga Ciapela,( da dove partono le funivie per il massiccio della Marmolada) che nel giugno del 1970 fu il punto di arrivo di una tappa del Giro vinta da Dancelli.

Inizia da qui la scalata del panoramico  Passo Fedaia valico di confine tra Veneto e Trentino Alto Adige per entrare nella scenografica Val di Fassa attraversando Alba, Canazei, Campitello di Fassa, Pera di Fassa fino a tagliare definitivamente il traguardo dell’arrivo a Gardeccia.

Le nostre moto non sono riuscite ad ultimare il percorso della 15a tappa del Giro d’Italia 2011, causa neve, ma nelle nostre menti è fermo l’obbiettivo di valicare, quando la stagione sarà più mite, il Passo Fedaia per visitare la zona di Gardeccia, punto di arrivo di questa entusiasmante e impegnativa Tappa di Alta  Montagna sulle Dolomiti della 94a edizione  del Giro che metterà a dura prova la resistenza dei corridori  e dispenserà sicuramente forti emozioni fra il folto pubblico che come ogni anno seguirà numeroso le “gesta” della Carovana Rosa e dei suoi beniamini.

Ufficio Stampa WG Comunicazione – Cinzia Faganello